La chiesa del Gesù Nuovo
Nata sull’area occupata dal Palazzo Sanseverino, simbolo del rinascimento partenopeo, la Chiesa del Gesù Nuovo è stato progettato tra il 1584 e il 1601 dall’architetto Giuseppe Valeriano.
Facilmente riconoscibile dall’esterno per il suo bugnato a punta di diamante, eredità del Palazzo da cui deriva, la Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli è sicuramente uno dei primi monumenti della città per importanza e portata storico artistica.
L’interno della chiesa è caratterizzato da uno schema a croce greca, quasi interamente coperto da marmi decorati e dal forte impatto cromatico, conpraticamente tutta ad opera del pittore greco Belisario Corenzio, uno dei più noti artisti che operarano nei lavori del ‘600.
Ma sono gli affreschi delle prime cappelle a mostrare il chiaro ed esplicito richiamo ai dettami della controriforma, realizzati peraltro dai più noti artisti tardo manieristi. Ma colui che più di tutti diede un’impronta decisa allo stile d’impatto degli interni fu sicuramente Cosimo Fanzago, operando quella che molti definiscono “un vero e proprio rinnovamento del linguaggio artistico”.
Fu probabilmente la componente barocca portata dal Fanzago a guidare i Gesuiti nella scelta di stravolgere lo stile minimale dell’interno della chiesa del Gesù Nuovo applicando numerosissimi marmi scultorei fortemente colorati.
E sarà proprio questa nuova direzione artistica a guidare l’artista nella decorazione dei 2 bracci del transetto in cui sono presenti il Cappellone di San Francesco Saverio e quello dedicato a Sant’Ignazio di Loyola, grande fondatore e ispiratore dei Gesuiti.
Da visitare vi è sicuramente la Sagrestia abbellita dagli affreschi del Falcone e dall’arredamento ligneo probabilmente realizzati dal Fanzago.
La Chiesa del Gesù Nuovo è quindi uno dei primi grandi monumenti della città di Napoli, soprattutto uno dei primi che si incontra scendendo lungo il decumano che attraversa Piazza del Gesù e Piazza San Domenico Maggiore.


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