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	<title>La Sirena Partenope &#124; Turismo a Napoli &#124; Vacanze a Napoli &#187; Itinerari</title>
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	<description>Guida e informazioni turistiche sul turismo a Napoli. Tutto ciò che ti occorre in 2 click.</description>
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		<title>Il Vesuvio</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 08:13:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/02/napoli-vesuvio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-460" style="margin: 5px;" title="napoli-vesuvio" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/02/napoli-vesuvio-300x201.jpg" alt="vesuvio" width="250" height="151" /></a>Il <strong>Vesuvio</strong> è il simbolo di <strong>Napoli</strong>, un vulcano esplosivo attivo, attualmente in fase di quiescenza.</p>
<p>Alto 1281 mt, il Vesuvio fa parte del sistema montuoso <strong>Somma</strong> ed è uno dei vulcani più interessanti al mondo, per la sua attività e soprattutto per la frequenza delle sue eruzioni<span id="more-458"></span>. La sua presenza sul territorio anche se rappresenta un rischio per la popolazione partenopea, è certamente uno spettacolo per gli occhi, e rende il <strong>panorama di Napoli,</strong> ancora più affascinante.</p>
<p>Il nome Vesuvio, secondo alcuni è legato ad Ercole<em>,</em> semidio figlio di Giove, detto anche <em>Vesuvius</em> ossia <em>figlio di Ües </em>(<em>colui che fa piovere</em> come era anche detto Giove).</p>
<p>Nei secoli il Vesuvio ha manifestato spesso la sua potenza, con<strong> eruzioni esplosive</strong> di potenza inaudita, che hanno praticamente spazzato via intere città.</p>
<p>La nascita del Vesuvio viene fatta risalire a circa 25.000 anni fa, secondo gli studiosi era inizialmente un vulcano sottomarino situato immediatamente dinanzi il <a title="golfo di napoli" href="http://www.sirenapartenope.it/2009/11/12/le-isole-del-golfo-di-napoli/" target="_blank"><strong>Golfo di Napoli</strong></a>. Successivamente emerso, si sarebbe  unito alla terra ferma in seguito ad eruzioni e all&#8217;accumularsi dei materiali da queste risultanti.</p>
<p>Nei secoli successivi, si sono registrate numerose attività eruttive molto violente, tra cui</p>
<p>•    L&#8217;eruzione di Codola (25.000 anni fa)<br />
•    L&#8217;eruzione di Sarno-Pomici, basici (17.000 anni fa)<br />
•    L&#8217;eruzione delle Pomici verdoline (15.500 anni fa)<br />
•    L&#8217;eruzione di Mercato o Pomici di Ottaviano (7.900 anni fa)<br />
•    L&#8217;eruzione delle Pomici di Avellino (datata tra il 1880 e il 1680 a.C.)<br />
•    L&#8217;eruzione di Pompei (79 d.C.)</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-24-a-17.49.07.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-463" style="margin: 5px;" title="Schermata 2010-02-24 a 17.49.07" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-24-a-17.49.07-300x241.png" alt="vesuvio" width="250" height="151" /></a>Di quest&#8217;ultima, restano numerose testimonianze fisiche e scritti (lasciati da Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, studiosi Romani che furono testimoni dell&#8217;eruzione del 79 d.C.), che ancora oggi attraggono milioni di turisti ogni anno in visita ai resti delle città più colpite, quelle di <a title="Pompei" href="http://www.sirenapartenope.it/2010/01/02/pompei/" target="_self">Pompei</a>, Ercolano, Oplonti e Stabia.</p>
<p>Altra importante eruzione fu quella del 1631, giunta dopo un riposo di circa 130 anni.  Le vittime accertate di questa eruzione furono circa 4000, e<strong> Portici, Ercolano, Torre del Greco e Torre Annunziata</strong> (l&#8217;antica Oplonti), furono praticamente distrutte.</p>
<p>Da questa data e fino al 1944, il <strong>Vesuvio</strong> ha seguito un andamento eruttivo costante, in cui il condotto eruttivo è restato continuativamente aperto, dando vita a emissioni di fumo continue ed a eruzioni meno violente , tra le più importanti quelle del 1906 e del 1929.</p>
<p>La quiete del Vesuvio dal 1944 ad oggi, appare quantomento atipica, e ha spinto molti studiosi a effettuare rilievi per capire il tipo di attività vulcanica ancora presente all&#8217;interno del vulcano. Tra le rilevazioni più significative, quella delle<strong> Università di Napoli e di Nizza</strong> che, nel 2001, hanno analizzato, ad una profondità di circa otto chilometri sotto la superficie, un <strong>accumulo di magma</strong> la cui estensione supera i quattrocento chilometri quadrati e che consente di affermare una ripresa dell&#8217; attività richiedendo, quindi, un costante monitoraggio.</p>
<p><strong>Oggi il Vesuvio è il vulcano più studiato e monitorato al mondo.</strong></p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/02/vesuvio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-464" style="margin: 5px;" title="vesuvio" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/02/vesuvio-300x207.jpg" alt="vesuvio" width="250" height="151" /></a>Tra gli organi che effettuano questo tipo di controllo c&#8217;è l&#8217;<strong>Osservatorio Vesuviano</strong>, istituito nel 1841 per volontà del re Ferdinando II delle Due Sicilie: il più antico osservatorio vulcanologico del mondo. Dal 2001 è la <strong>Sezione di Napoli dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong> (INGV).</p>
<p>Studiosi e vulcanologi prevedono, spesso in modo discordante<strong>, un brusco risveglio del Vesuvio</strong> che potrebbe raggiungere entità simili a quelle del 79 d.C o del 1631. La rilevazione dell&#8217;attività sismica, l&#8217;attenzione particolare alle fumarole e ad eventuali variazioni delle stesse, le misurazioni delle concentrazioni di radon nelle acque freatiche, consentono di prevedere eventuali variazioni dello stato del vulcano e individuare eventuali fattori di rischio.</p>
<p>Il pericolo di un eruzione improvvisa ha imposto alle amministrazioni nazionali e locali, l&#8217;individuazione di<strong> piani di emergenza</strong> da attuare in caso di allarme o pericolo imminente. Da qui l&#8217;individuazione di una<strong> zona rossa</strong>, estesa su 200 kmq, comprendente 18 comuni situati alle pendici del vulcano (Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Pompei, Portici, Sant&#8217;Anastasia, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase) , per un totale di 178.000 persone da evacuare, secondo i piani prestabiliti, presso zone a basso rischio o addirittura in altre regioni dello stivale</p>
<p>Diverse simulazioni sono state organizzate negli anni in alcuni dei comuni citati, per organizzare al meglio un&#8217;eventuale evacuazione, ma è parso subito chiara la difficoltà di evacuare un numero così alto di persone contemporaneamente.</p>
<p>Dal 1995, su tutta l&#8217;area circostante il Vesuvio, è stato istituito il <strong>Parco Nazionale del Vesuvio</strong>, nato dall&#8217;esigenza di salvaguardare e valorizzare il vulcano, per conservare l&#8217;ambiente tipico della zona, le specie animali e vegetali, e per promuovere l&#8217;attività scentifica e didattica in campo di educazione ambientale, e consentire di effettuare escursioni guidate, fino al cratere del vulcano.</p>
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		<title>Pompei</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 11:27:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una cittadina della provincia di Napoli, divenuta tra le più note al mondo, tra le più visitate, in ogni periodo dell&#8217;anno, a causa di una catastrofe accaduta quasi 2000 anni fa, in una mattina d&#8217;autunno.
Pompei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-359" style="margin: 5px;" title="pompei" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei-300x197.gif" alt="pompei" width="300" height="175" /></a>Una cittadina della provincia di <strong>Napoli</strong>, divenuta tra le più note al mondo, tra le più visitate, in ogni periodo dell&#8217;anno, a causa di una catastrofe accaduta quasi <strong>2000 anni fa</strong>, in una mattina d&#8217;autunno.</p>
<p><strong>Pompei</strong> oggi, come una fenice rinata dalle sue ceneri, vive di uno splendore che rimane immutato negli anni, e che le ha permesso di essere annoverata tra i siti <strong>Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità dell UNESCO<span id="more-357"></span></strong>.</p>
<p>Ma come già detto, questa fortuna deve la sua ragion d&#8217;essere, ad una delle più grandi catastrofi naturali della storia:<strong> l&#8217;eruzione del Vesuvio del 79 d.C.</strong>.</p>
<p>Prima di questa data, prima di quella maledetta mattina d&#8217;autunno, <strong>Pompei</strong> era una fiorente colonia romana, un vivace centro cui la vita scorreva piacevole.</p>
<p>Una serenità destinata a rimanere sepolta per secoli, sotto una spessa <strong>coltre di lava e ceneri.</strong> L&#8217;eruzione del vesuvio, infatti, cancellò la cittadina e la gens pompeia, e solo nel XIX secolo fu possibile riportare alla luce quello che ne restava.</p>
<p>Quella mattina, il <strong>Vesuvio</strong> diede sfogo a tutta la sua forza devastante. Il tappo di lava solida, che aveva ostruito il cratere per decenni, cedette alla foza dei gas e della lava, che premevano dal basso. Il risultato fu un&#8217;esplosione di inaudita violenza, che scagliò ceneri, gas e lava per chilometri, che uniti ai terremoti che accompagnavano questo terribile fenomeno, uccisero migliaia di persone, e cancellarono per secoli la ridente cittadina.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei_scavi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-365" style="margin: 5px;" title="pompei_scavi" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei_scavi-300x211.jpg" alt="pompei_scavi" width="300" height="175" /></a>Un silenzio irreale, una storia rimasta ignota per secoli. Fu solo nel <strong>XVI secolo</strong>, durante alcuni lavori diretti da Domenico Fontana, che <strong>Pompei</strong> ebbe l&#8217;opportunità di raccontare tutta la sua tragedia, ma solo pochi scavi, e per altro discontinui risultarono essere più che insufficienti a portare alla luce la fiorente colonia romana.</p>
<p>Bisogna infatti aspettare il 1860, perchè la ricerca degli archeologi riportasse alla luce Pompei, i suoi palazzi, le abitazioni, i luoghi di culto e di commercio.</p>
<p>Oggi gli <strong>scavi archeologici di Pompei</strong>, sono i più visitati al mondo, e accolgono ogni anno migliaia di visitatori da ogni nazione della terra, facendo sì che questo piccolo centro della provincia di Napoli, divenisse uno dei centri di maggior interesse turistico dell&#8217;area partenopea.</p>
<p>Sul territorio sono sorti, negli anni, numerose strutture turistiche, hotel, pensioni, camping e <a title="b&amp;b Pompei" href="http://www.bed-breakfast-napoli.com/bed_and_breakfast/itinerari_napoli/guida_di_pompei/tabid/382/Default.aspx" target="_blank">bed and breakfast Pompei</a>, che accolgono i numerosi turisti che giungono qui per ammirare questo stupefacente sito archeologico.</p>
<p>Una storia rimasta ignota per secoli, oggi viene narrata in tutte le lingue del mondo, e gente la cui vita è stata spezzata, oggi torna a vivere proprio in questi racconti.</p>
<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/scavi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-360" style="margin: 5px;" title="scavi" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/scavi-300x222.jpg" alt="scavi di pompei" width="300" height="175" /></a>Il foro, la Villa Imperiale, la Villa dei Misteri e quasi tutti gli elementi della colonia sepolta di Pompei, sono tornati alla luce.</strong></p>
<p>Visitare gli <strong>scavi di Pompei</strong>, è un passaggio obbligato per chi decide di trascorrere una <strong>vacanza a Napoli</strong>, o in una località limitrofa.</p>
<p>Ecco allora alcune informazioni tecniche utili per una visita agli scavi:</p>
<p><strong>Orari di accesso agli Scavi:</strong></p>
<p>dal 1° novembre al 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)<br />
dal 1° aprile al 31 ottobre: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)</p>
<p>Giorni di chiusura:1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre</p>
<p><strong>Biglietti</strong>:</p>
<p>Singolo (validità 1 giorno)<br />
Intero € 10,00<br />
Ridotto € 5,00</p>
<p>Con accesso a 5 siti (<strong>Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale</strong>) &#8211; (validità 3 giorni)<br />
Intero: € 18,00<br />
Ridotto: € 9,00</p>
<p>Gratuito: per i cittadini dell&#8217;Unione Europea minori di 18 anni o maggiori di 65 anni.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/santuario-pompei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-361" style="margin: 5px;" title="santuario-pompei" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/santuario-pompei-300x225.jpg" alt="santuario-pompei" width="300" height="175" /></a>Per i turisti che giungono a Pompei, consigliamo di fare tappa, inoltre, in un altro sito divenuto anch&#8217;esso il simbolo della città: <strong>Il Santuario della Beata Vergine del Rosario.</strong></p>
<p>Divenuto centro indiscusso del culto mariano, per la provincia di Napoli, il Santuario è meta di pellegrinaggi e accoglie devoti da tutto il mondo.</p>
<p>Anche il Santo Padre <strong>Giovanni Paolo II</strong>, nel 2002, e <strong>Papa Benedetto XVI</strong>, nel 2008, hanno celebrato la supplica alla <strong>Beata Vergine del Rosario</strong>, a Pompei, richiamando in entrambe le occasioni, migliaia di fedeli.</p>
<p>Per <strong>raggiungere Pompei:</strong></p>
<p>Pompei è distante dall’<strong>aeroporto di Napoli Capodichino</strong> 25 km.</p>
<p>•  <strong>In auto</strong>: immettersi sull’autostrada Napoli-Salerno (A3) e uscire a Pompei Ovest.<br />
•  <strong>In treno</strong>: Pompei è raggiungibile sia con le linee delle Ferrovie dello Stato sia con quelle della Circumvesuviana (linea Napoli-Sorrento, stazione di Pompei-Villa dei Misteri, e linea Napoli-Poggiomarino-Sarno, stazione di Pompei-Santuario).<br />
•    <strong>In autobus</strong>: da Napoli con le autolinee SITA -  da Salerno con le autolinee CSTP</p>
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		<title>La Penisola Sorrentina</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 18:06:12 +0000</pubDate>
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Famosa in tutto il mondo per la bellezza dei suoi paesaggi, per il mare cristallino, per la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/penisola-sorrentina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-331" style="margin: 5px;" title="penisola sorrentina" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/penisola-sorrentina-300x225.jpg" alt="penisola sorrentina" width="250" height="175" /></a>La <strong>Penisola Sorrentina </strong>è un bellissimo scorcio di costa che separa il<strong> Golfo di Napoli</strong>, da quello di Salerno.</p>
<p>Famosa in tutto il mondo per la bellezza dei suoi paesaggi, per il mare cristallino, per la vivacità dei centri cittadini<span id="more-329"></span>, la Penisola Sorrentina è meta di migliaia di turisti, provenienti da ogni parte della terra.</p>
<p>Questo flusso continuo di <strong>turisti</strong>, ha fatto sì che in ogni località si sviluppassero numerosi centri turistici, lidi e strutture ricettive, e si migliorassero sensibilmente le reti di collegamento alle varie località della Penisola Sorrentina.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/Sorrento-Marina-Grande-foto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-332" style="margin: 5px;" title="Sorrento " src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/Sorrento-Marina-Grande-foto-300x227.jpg" alt="Sorrento " width="250" height="175" /></a>Di questo scorcio di costa, la località più nota è certamente <strong>Sorrento</strong>, situata su una terrazza di roccia tufacea a picco sul mare. Bellissima e vivacissima, Sorrento può vantare un <strong>turismo d&#8217;élite</strong>, ma sa accogliere benissimo ogni categoria di visitatori, in modo particolare gruppi di giovani, grazie ai numerossissimi luoghi di ritrovo, locali e discoteche. Ma anche grazie all&#8217;incredibile numero di strutture turistiche.</p>
<p>Non solo <a title="hotel di lusso sorrento" href="http://www.bellevue.it/index.php">hotel di lusso a Sorrento</a>, quindi, ma anche pensioni, campeggi, residence e <a title="bed and breakfast sorrento" href="http://www.bed-breakfast-napoli.com/bed_and_breakfast/itinerari_napoli/guida_turistica_di_sorrento/tabid/381/Default.aspx" target="_blank">bed and breakfast Sorrento</a>, che ospitano le migliaia di turisti, che in ogni periodo dell&#8217;anno affollano questa località.</p>
<p>Anche gli amanti dell&#8217;arte, oltre che della bella vita, avranno occasione di divertirsi in questa bella località, il<strong> Centro Storico</strong>, i monumenti, le chiese e le ville di Sorrento sono un vero gioiello.</p>
<p>Ma non solo Sorrento è da citare, in questa occasione.</p>
<p>Molte altre località meritano attenzione per la loro bellezza paesaggistica, e hanno attratto la stessa attenzione internazionale, per qualità dei servizi turistici, e per la vivacità dei centri urbani.</p>
<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/massa-lubrense2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-333" style="margin: 5px;" title="massa-lubrense" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/massa-lubrense2.jpg" alt="massa-lubrense" width="250" height="175" /></a>Vico Equense, Seiano, Piano di Sorrento, Meta di Sorrento, Sant&#8217;Agnello, Massa Lubrense</strong>, sono solo alcune delle bellissime località turistiche della Penisola Sorrentina.</p>
<p><strong>Massa Lubrense</strong>, in particolare, situata all&#8217;estremità della penisola, a stretto contatto con la celeberrima <strong>Costiera Amalfitana</strong>, è una delle più gettonate. In particolare nel periodo estivo, è possibile alloggiare nei numerosi e raffinatissimi hotel a Massa Lubrense, e godere dello splendido mare che questa località sa offrire, ed in particolare l&#8217;importante riserva naturale<strong> Parco Marino di Punta Campanella</strong>, che proprio nel 2009, ha ricevuto la bandiera blu quale riconoscimento per la pulizia del mare, per l&#8217;alta qualità dei servizi e dei progetti di tutela ed educazione ambientale.</p>
<p>Visitare la <strong>Penisola Sorrentina</strong> può essere un&#8217;incredibile esperienza, sia che vi giungiate via terra, sia che decidiate di giungere sulla sua bellissima costa via mare, facendo tappa qui, durante le vostre <a title="vacanze in barca a vela Napoli" href="http://www.laurustour.com/web/sail/Home/tabid/62/Default.aspx" target="_blank">vacanze in barca a vela</a> o in yacht.</p>
<p>Descrivere l&#8217;infinita bellezza di questo scorcio di costa della Campania, situata a soli 50 chilometri da <strong>Napoli</strong>, è impossibile, ci fermiamo qui, quindi, ma vi consigliamo vivamente di visitarla.</p>
<p>Ecco, quindi un po di informazioni tecniche per raggiungerla:</p>
<p><strong>In Aereo:</strong></p>
<p>Raggiungere l&#8217;aeroporto di Capodichino, e poi raggiungere la penisola mediante le numerose linee sia ferroviarie che di autobus, che permettono di giungere nella località desiderata in meno di un&#8217;ora.</p>
<p><strong>In Auto:</strong></p>
<p>Giunti a Napoli, proseguire imboccando la A3, in direzione Penisola Sorrentina, giunti a Castellammare di Stabia, imboccare la Strada Statale 145 Sorrentina, che vi permetterà di raggiungere le diverse località.</p>
<p><strong>In Circumvesuviana:</strong></p>
<p>Prendere la linea per Sorrento, che effettua tutte le fermate della Penisola, fino a Sorrento.</p>
<p><strong>In Nave:</strong></p>
<p>Sono numerose le linee di aliscafi e traghetti che raggiungono il porto di Sorrento, in modo confortevole ed in pochi minuti. Dal porto di Sorrento è possibile mediante navette, raggiungere le altre località della costa.</p>
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		<title>I Campi Flegrei</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 17:26:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Situati a nord-est di Napoli, i Campi Flegrei sono un&#8217;ampia area che prende il nome &#8220;flegrea&#8221; appunto dalla sua principale peculiarità, quella vulcanica, ancora visibile attraverso fenomeni straordinari.
Straordinario il patrimonio geologico, culturale e storico dei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/campi-flegrei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-312" style="margin: 5px;" title="campi flegrei" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/campi-flegrei-300x224.jpg" alt="campi flegrei" width="250" height="174" /></a>Situati a nord-est di Napoli, i <strong>Campi Flegrei</strong> sono un&#8217;ampia area che prende il nome &#8220;flegrea&#8221; appunto dalla sua principale peculiarità, quella vulcanica, ancora visibile attraverso fenomeni straordinari<span id="more-290"></span>.</p>
<p>Straordinario il <strong>patrimonio geologico, culturale e storico</strong> dei Campi Flegrei, che rende questa zona una delle più interessanti e visitate della Campania.</p>
<p>Tra le zone di maggiore interesse c&#8217;è certamente la zona della <strong>Solfatara</strong>, a Pozzuoli, il celeberrimo cratere attivo dove si manifestano imponenti <strong>fumarole di vapore sulfureo</strong> che raggiungono anche i 160°. La Solfatara è un vero e proprio spettacolo ed è, infatti, uno dei siti più visitati.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/solfatara.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-319" style="margin: 5px;" title="solfatara" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/solfatara-300x225.jpg" alt="solfatara" width="250" height="175" /></a>Le <strong>sorgenti termali</strong>, sono un&#8217;altra importante ricchezza dell&#8217;area Flegrea, tra le più note ci sono certamente quelle di <strong>Agnano</strong>, dalle importanti proprietà terapeutiche, ma non meno importanti sono quelle Puteolane e quelle di Lucrino, più note come <em><strong>Stufe di Nerone</strong>.</em></p>
<p>Ma tra gli aspetti più interessanti dei <strong>Campi Flegrei</strong>, è da citare l&#8217;imponente patrimonio archeologico.</p>
<p>Straordinari a <strong>Pozzuoli </strong>sono l&#8217;Anfiteatro Flavio, simbolo eccellente di architettura romana, insieme al Tempio di Augusto ed al <strong>Tempio di Serapide</strong>, antico mercato noto, oltre che per il suo valore storico, anche per i fenomeni vulcanici di <a title="BRADISISMO - WIKIPEDIA" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bradisismo" target="_blank"><strong>bradisismo</strong></a>, molto visibili proprio al suo interno.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/baia_villapisoni-788773.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-314" style="margin: 5px;" title="parco sommerso di baia" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/baia_villapisoni-788773-300x225.jpg" alt="parco sommerso di baia" width="250" height="175" /></a>Altra località da citare è <strong>Baia</strong>, nel comune di Bacoli, residenza prediletta dagli antichi romani, quale luogo di villeggiatura. Proprio in questa località, la cui parte più antica è parzialmente sommersa dal mare a causa del <strong>bradisismo</strong>, sono sorte numerose ville e impianti termali. A protezione di questo inestimabile patrimonio storico, è stata istituita la riserva marina protetta, denominata <strong>Parco Sommerso di Baia</strong>.</p>
<p>Continuando lungo la costa Flegrea, incontriamo <strong>Miseno</strong>, estrema propaggine del Golfo di Pozzuoli, e sede del <strong>Museo Archeologico dei Campi Flegrei.</strong></p>
<p>Da segnalare ancora <strong>Cuma</strong>, nota colonia greca, nonchè dimora della mitologica<strong> Sibilla Cumana</strong>. Della città è visitabile la parte bassa in cui sono visitabili i resti romani, il foro, il famoso <strong>antro dell Sibilla </strong>e i templi di Zeus e Apollo.</p>
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		<title>Napoli Sotterranea</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scavi Archeologici]]></category>
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		<description><![CDATA[Napoli è famosa in tutto il mondo per molte cose tra cui spiccano certamente la pizza e la cucina in generale, la musica, o meglio o’mandulino, il suo meraviglioso centro storico fatto di dedali di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/napoli-sotterranea1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-299" style="margin: 5px;" title="napoli sotterranea" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/napoli-sotterranea1-300x300.jpg" alt="napoli sotterranea" width="250" height="250" /></a>Napoli </strong>è famosa in tutto il mondo per molte cose tra cui spiccano certamente la pizza e la cucina in generale, la musica, o meglio o’mandulino, il suo meraviglioso centro storico fatto di dedali di viuzze che si intersecano in un reticolo labirintico e il <strong>Vesuvio</strong>. Quest’ultimo è anche il responsabile della città sotterranea<span id="more-279"></span>.</p>
<p>Napoli infatti è quasi totalmente <strong>costruita sul tufo giallo</strong> e sulle rocce generate dalle eruzioni, per fortuna non troppo frequenti, del suo vulcano. Ciò significa che al di sotto della città che tutti possono ammirare, ce ne è un’altra, altrettanto affascinante.</p>
<p>Se ci si cala nella <strong>viscere di Napoli </strong>si scoprono le sue stratificazioni, quindi i suoi passati insediamenti, e si può notare la verticale costruzione della città nel corso dei secoli: già i Greci nel III secolo a.C. avevano scavato la città per ricavare il tufo, materiale prezioso per la costruzione dei loro templi, delle mura e delle tombe. Questa tendenza si è ripetuta per tutti i secoli successivi.</p>
<p>L’estrazione del tufo è servita praticamente per tutte le costruzioni cittadine, palazzi privati ed infrastrutture, stratificando sempre di più Napoli. E questo il motivo per cui oggi è possibile scendere sotto Via Anticaglia, nella notissima <strong>Napoli Sotterranea</strong>, in pieno centro storico, ed ammirare i resti di un enorme teatro greco-romano, solo parzialmente visibile, che vide esibirsi anche Nerone. Vera e propria perla della <strong>città sotterranea</strong> è l’acquedotto romano.</p>
<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/napoli-sotterranea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-280" style="margin: 5px;" title="napoli sotterranea" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/napoli-sotterranea-195x300.jpg" alt="napoli sotterranea" width="195" height="300" /></a></strong>La struttura, nelle cui costruzioni il popolo romano era maestro, è fatta di cunicoli strettissimi, a stento sufficienti per consentire il passaggio di una persona, si dirama in tutte le direzioni affinché potesse portare acqua non solo in tutta la città ma nei <strong>Campi Flegrei</strong>, ad ovest della città, dove serviva da riserva d’acqua alla potente flotta. Questa meraviglia dell’architettura è visibile calandosi per 40 metri sotto il manto stradale all’altezza di <strong>Piazza San Gaetano</strong>.</p>
<p>Napoli sotterranea è una vera sorpresa. Pochi mese fa infatti è stato scoperto un <strong>passaggio fatto costruire dai Borbone che collega Piazza del Plebiscito, e quindi il Palazzo Reale, a Piazza della Vittoria, nei pressi del mare</strong>. L’obiettivo era quello di facilitare un’eventuale fuga della famiglia reale in caso di attacco.</p>
<p>E’ possibile visitare questo vero e proprio patrimonio della storia e dell’architettura non solo partenopea. Il Comune e gruppi di studiosi organizzano <strong>visite guidate</strong> per tutti coloro che vogliono conoscere quest’aspetto poco conosciuto di Napoli, anzi questa città sotto la città.</p>
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