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	<title>La Sirena Partenope &#124; Turismo a Napoli &#124; Vacanze a Napoli &#187; Storia &amp; Cultura</title>
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	<description>Guida e informazioni turistiche sul turismo a Napoli. Tutto ciò che ti occorre in 2 click.</description>
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		<title>Castel Capuano</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:39:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Castel Capuano è il più antico castello di Napoli.
Di origine normanna, il castello fu edificato tra il 1140  e il 1160, per volere del re di Sicilia Guglielmo I.
Il suo nome è dovuto al fatto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/02/castelcapuano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-454" style="margin: 5px;" title="castelcapuano" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/02/castelcapuano.jpg" alt="castel capuano" width="250" height="250" /></a>Castel Capuano</strong> è il più antico castello di Napoli.</p>
<p>Di origine normanna, il castello fu edificato tra il<strong> 1140  e il 1160</strong>, per volere del re di Sicilia Guglielmo I.</p>
<p>Il suo nome è dovuto al fatto che si trova in prossimità di<strong> Porta Capuana</strong>, antico accesso alla città che si affacciava sulla strada verso l&#8217;antica Capua<span id="more-452"></span>.</p>
<p>Oggi Castel Capuano è sede della <strong>sezione civile del tribunale di Napoli</strong>.</p>
<p>Nel 1220 <strong>Federico II</strong> avviò una serie di trasformazioni al castello per renderlo più accogliente, quale residenza reale.</p>
<p>Il periodo angioino, vide la nascita, però di una nuova dimora reale, <strong>Castel Nuovo</strong> più conosciuto come <a title="maschio angioino" href="http://www.sirenapartenope.it/2009/11/07/il-maschio-angioino/" target="_self">Maschio Angioino</a>. Castel Capuano, comunque, continuò ad ospitare alcuni membri della famiglia reale. Fu sede di importanti eventi come il matrimonio di Carlo di Durazzo.</p>
<p>Durante il dominio aragonese, Castel Capuano, ebbe un ruolo comunque marginale, e, dopo l&#8217;annessione del <strong>Regno di Napoli</strong> alla corona di Spagna, divenne sede del palazzo di giustizia.</p>
<p>Da vedere:</p>
<p>Sull esterno del palazzo, da segnalare il grande stemma della famiglia reale spagnola, nonchè lo stamma di casa Savoia aggiunto dopo l&#8217;Unità d&#8217;Italia.</p>
<p>All&#8217;interno del palazzo, di grande interesse:</p>
<ul>
<li><strong> il Salone della Corte d&#8217;Appello</strong>, con affreschi di Antonio Cacciapuoto e di altri importanti artisti</li>
<li><strong>La Sala dei busti</strong>, che ospita i busti dei più grandi avvocati di Napoli</li>
<li><strong>La Cappella della Sommaria</strong>, i cui affreschi sono realizzati da Pedro de Rubiales. Molte altre le opere a tema religioso presenti nella sala, tra cui l&#8217;<em>Ascensione</em>, la <em>Resurrezione</em>, il <em>Noli me tangere</em>, <em>Cristo che appare alla Madonna dopo la Resurrezione</em> e la <em>Pentecoste</em>.</li>
</ul>
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		<title>PAN &#8211; Il Palazzo delle Arti di Napoli</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 16:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Palazzo delle Arti di Napoli, o PAN, è situato all&#8217;interno di un antico e noto palazzo monumentale di Napoli: il Palazzo Carafa di Roccella, in Via dei Mille.
Inaugurato nel 2005, il Palazzo delle Arti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/PAN.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-445" style="margin: 5px;" title="PAN" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/PAN-300x225.jpg" alt="PAN" width="250" height="175" /></a>Il<strong> Palazzo delle Arti di Napoli</strong>, o PAN, è situato all&#8217;interno di un antico e noto palazzo monumentale di Napoli: il <strong>Palazzo Carafa di Roccella</strong>, in Via dei Mille.</p>
<p>Inaugurato nel 2005, il Palazzo delle Arti di Napoli, si estende su una superficie di 6000 mq<span id="more-444"></span>, in cui è possibile ammirare <strong>esposizioni temporanee, esclusive e permanenti di arte contemporanea</strong>, in tutte le sue forme e sfaccettature tra cui pittura, scultura, design, fotografia, cinema, grafica, fumetto, video-art e molto altro.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/Palazzo-delle-arti-napoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-447" style="margin: 5px;" title="Palazzo delle arti napoli" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/Palazzo-delle-arti-napoli-300x225.jpg" alt="Palazzo delle arti napoli" width="250" height="175" /></a>Il PAN è il primo spazio civico destinato a questo utilizzo della città. Articolato in tre piani, il <strong>PAN</strong> consente non solo la conoscenza approfondita delle diverse forme di <strong>produzione artistica contemporanea</strong>, mediante l&#8217;esposizione di opere e creazioni, ma consente di sviluppare la concezione di questa arte mediante la programmazione e l&#8217;espansione di archivi, laboratori, appuntamenti d&#8217;arte e incontri di condivisione di esperienze, conoscenze e sperimentazioni.</p>
<p>Oltre ai numerosi spazi espositivi, in cui vengono proposti eventi, mostre e esposizioni d&#8217;arte, il <strong>Palazzo delle Arti di Napoli </strong>propone servizi educativi come:</p>
<p><strong>- incontri e dibattiti </strong>con i maggiori esponenti delle arti contemporanee<br />
- <strong>visite guidate </strong>per adulti, insegnanti e studenti di scuole di ogni ordine e grado;<br />
- <strong>visite-spettacolo e laboratori ludico-creativi</strong> per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado;<br />
-<strong> corsi di formazione</strong> destinati a professionisti come giornalisti, insegnanti ed educatori, o comunque operatori didattici e responsabili dei servizi educativi</p>
<p><strong>Informazioni utili:</strong></p>
<p>PAN Palazzo delle Arti Napoli<br />
Via dei Mille 60, 80121 Napoli<br />
tel: +39.081.7958604-05<br />
fax: +39.081.7958608<br />
email: info@palazzoartinapoli.net</p>
<p><strong>Biglietti d&#8217;ingresso agli spazi espositivi:</strong></p>
<p>- Biglietto intero € 5,00<br />
- Biglietto ridotto € 3,00</p>
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		<title>Il Teatro San Carlo</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 12:25:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fondato nel 1737, il Real Teatro San Carlo, oggi fa parte dei siti dichiarati dall&#8217;UNESCO, &#8220;Patrimonio dell&#8217;Umanità&#8221;.
Il Teatro San Carlo, è uno dei maggiori teatri lirici del mondo, e può ospitare fino a 3000 persone, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/san_carlo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-438" style="margin: 5px;" title="real teatro san_carlo" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/san_carlo1-300x199.jpg" alt="real teatro san_carlo" width="250" height="150" /></a>Fondato nel 1737, il <strong>Real Teatro San Carlo</strong>, oggi fa parte dei siti dichiarati dall&#8217;<strong>UNESCO</strong>, &#8220;Patrimonio dell&#8217;Umanità&#8221;.</p>
<p>Il Teatro San Carlo, è uno dei maggiori teatri lirici del mondo, e può ospitare fino a 3000 persone<span id="more-434"></span>, secondo una disposizione di cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo, un ampio palco reale e un loggione. Il palcoscenico è lungo circa trentacinque metri.</p>
<p>La creazione di questo teatro fu voluta da<strong> Re Carlo I di Borbone</strong>, che volle donare alla città un teatro in grado di rappresentare adeguatamente il potere regio. Il teatro, realizzato secondo il progetto di <strong>Giovanno Antonio Medrano</strong>, sorge infatti alle spalle del <a title="il Palazzo Reale" href="http://www.sirenapartenope.it/2010/01/02/il-museo-di-palazzo-reale/" target="_blank">Palazzo Reale</a> ed a questo è collegato mediante una porta che da direttamente dietro il Palco Reale, che consentiva al re di raggiungere il teatro in modo diretto senza attraversare la strada.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/Teatro_San_Carlo_Napoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-439" style="margin: 5px;" title="Teatro_San_Carlo_Napoli" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/Teatro_San_Carlo_Napoli-300x209.jpg" alt="Teatro_San_Carlo_Napoli" width="250" height="150" /></a>L&#8217;inaugurazione del <strong>Real Teatro San Carlo</strong>, si tenne il 4 Novembre 1737. La prima opera rappresentata fu <strong><em>Achille in Sciro</em> di Metastasio</strong>, musicato da Domenico Sarro, con le scene di Pietro Righini e le coreografie di Gaetano Grossatesta.  Achille fu interpretato da una donna,&#8221;la Moretta&#8221; Vittoria Tesi, come voleva l&#8217;usanza dell&#8217;epoca, accanto a lei il tenore Angelo Amorevoli e la prima donna soprano Anna Peruzzi, soprannominata &#8220;la Parrucchierina&#8221;.</p>
<p>Nel 1816, la sala del teatro fu distrutta da un incendio, e restituita alla città l&#8217;anno successivo con <em>Il Sogno di Partenope</em> di Giovanni Simone Mayr. Numerose le azioni di restauro e rinnovamento che si sono susseguite nei secoli fino al 2009. A eseguire i progetti di restauro anche Ferdinando Fuga, Antonio Niccolini, Domenico Chelli, Pasquale Poccianti.</p>
<p>L&#8217;orchestra del teatro ha da sempre avuto un impostazione teatrale e ha eseguito negli anni opere scritte da <strong>Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi </strong>ed è stata diretta da grandi maestri come Giuseppe Martucci, Toscanini, Victor de Sabata, <strong>Stravinsky, Muti</strong> e compositori come Pizzetti e Mascagni.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/teatro-san-carlo-interno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-440" style="margin: 5px;" title="teatro san carlo interno" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/teatro-san-carlo-interno-300x209.jpg" alt="teatro san carlo interno" width="250" height="150" /></a>Nel Secondo Dopoguerra, l&#8217;ensemble napoletana del<strong> Real Teatro San Carlo</strong> oltrepassa i confini italiani e si esibisce, per la prima volta nella storia, anche all&#8217;estero. Le città toccate sono state <strong>Londra</strong> (1946), <strong>Strasburgo</strong> (1951), <strong>Parigi</strong> (1951 e 1956), <strong>Edimburgo</strong> (1963) raggiungendo, negli anni &#8216;80 enche gli <strong>Stati Uniti.</strong></p>
<p>Anche la danza ha occupato, da sempre un posto importante nella storia del Real Teatro San Carlo. Tra le grandi étoile che hanno ballato sul palcoscenico del Teatro: <strong>Rudolf Nureyev, Carla Fracci e Vladimir Vassiliev, Roland Petit, Maurice Béjart, Margot Fonteyn, Katerina Maximov.</strong></p>
<p><strong>Informazioni utili:</strong></p>
<p>Il Teatro di San Carlo  è in via San Carlo, 98/F &#8211; 80132 Napoli</p>
<p><strong>Biglietteria</strong>:</p>
<p>Tel. +39 081 79 72 331 oppure 79 72 412<br />
Fax +39 081 40 09 02<br />
E-mail biglietteria@teatrosancarlo.it</p>
<p><strong>Orari della biglietteria:</strong></p>
<p>- da lunedì a sabato dalle 10.00 alle 19.00, orario continuato<br />
- domenica dalle 10.00 alle 15.30, orario continuato<br />
- altre festività chiuso</p>
<p>Durante le giornate degli spettacoli la biglietteria è aperta un&#8217;ora prima della rappresentazione presso la sede dello spettacolo.</p>
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		<title>Il Museo di Palazzo Reale</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 14:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Allestito all&#8217;interno del Palazzo Reale di Napoli, il museo racconta tre secoli di storia della dinastia monarchica partenopea.
Costruito nei primi anni del XVII secolo, dall&#8217;architetto Domenico Fontana, il Palazzo Reale è stato molte volte modificato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/Napoli_PalazzoReale2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-371" style="margin: 5px;" title="PalazzoReale di Napoli" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/Napoli_PalazzoReale2-300x218.jpg" alt="PalazzoReale di Napoli" width="250" height="175" /></a>Allestito all&#8217;interno del <strong>Palazzo Reale di Napoli,</strong> il museo racconta tre secoli di storia della dinastia monarchica partenopea.</p>
<p>Costruito nei primi anni del XVII secolo, dall&#8217;architetto Domenico Fontana, il Palazzo Reale è stato molte volte modificato e ampliato per desiderio dei diversi monarchi napoletani<span id="more-370"></span>.</p>
<p>Arredi, opere d&#8217;arte, statue, affreschi, decorazioni che raccontano tre secoli di storia monarchica napoletana, ecco cosa avranno la fortuna di vedere i visitatori del <strong>Museo del Palazzo Reale di Napoli.</strong></p>
<p>Da segnalare:</p>
<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/233_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-372" style="margin: 5px;" title="TEATRO DI CORTE" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/233_1.jpg" alt="233_1" width="250" height="175" /></a>Il teatro di Corte:</strong> allestita da Ferdinando Fuga, la Gran Sala era adibita ai grandi festeggiamenti ed agli spettacoli di corte. Fu gravemente danneggiata durante i bombardamenti dell&#8217;ultima guerra mondiale.</p>
<p>Oggi nella sala è possibile ammirare le opere architettoniche di Fuga, le dodici statue di Viva raffiguranti Apollo, Minerva, Mercurio e le nove muse (Tersicore, Erato, Polimnia, Urania, Clio, Euterpe, Talia, Melpomene, Calliope).</p>
<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/palazzo-relae-2.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-375" style="margin: 5px;" title="palazzo relae 2" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/palazzo-relae-2-300x226.jpg" alt="CAPPELLA REALE" width="250" height="175" /></a>La Cappella Reale:</strong> Dedicata all&#8217;Assunta , meraviglioso l&#8217;altare barocco, ad opera di Dionisio Lazzari. Nella Cappella è possibile ammirare arredi sacri bassorilievi e sculture opera dei più grandi artisti del periodo.</p>
<p>Da non perdere inoltre, <strong>i Giardini Reali, il Salone d&#8217;Ercole, lo Scalone d&#8217;Onore e l&#8217;Appartamento Reale,</strong> che conserva perfetti gli arredi delle stanze reali, volute da Ferdinando II di Borbone.</p>
<p><strong>Informazioni utili:</strong></p>
<p>orari di visita:</p>
<p>09:00 &#8211; 20:00</p>
<p>chiuso i mercoledì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre</p>
<p><strong>Visite guidate </strong></p>
<p>Call Center : 848 800 288<br />
possono essere concordate con la sezione didattica, con operatori del settore o con la Società concessionaria dei servizi aggiuntivi (ex Legge Ronchey) per Palazzo Reale.</p>
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		<title>Pompei</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 11:27:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una cittadina della provincia di Napoli, divenuta tra le più note al mondo, tra le più visitate, in ogni periodo dell&#8217;anno, a causa di una catastrofe accaduta quasi 2000 anni fa, in una mattina d&#8217;autunno.
Pompei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-359" style="margin: 5px;" title="pompei" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei-300x197.gif" alt="pompei" width="300" height="175" /></a>Una cittadina della provincia di <strong>Napoli</strong>, divenuta tra le più note al mondo, tra le più visitate, in ogni periodo dell&#8217;anno, a causa di una catastrofe accaduta quasi <strong>2000 anni fa</strong>, in una mattina d&#8217;autunno.</p>
<p><strong>Pompei</strong> oggi, come una fenice rinata dalle sue ceneri, vive di uno splendore che rimane immutato negli anni, e che le ha permesso di essere annoverata tra i siti <strong>Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità dell UNESCO<span id="more-357"></span></strong>.</p>
<p>Ma come già detto, questa fortuna deve la sua ragion d&#8217;essere, ad una delle più grandi catastrofi naturali della storia:<strong> l&#8217;eruzione del Vesuvio del 79 d.C.</strong>.</p>
<p>Prima di questa data, prima di quella maledetta mattina d&#8217;autunno, <strong>Pompei</strong> era una fiorente colonia romana, un vivace centro cui la vita scorreva piacevole.</p>
<p>Una serenità destinata a rimanere sepolta per secoli, sotto una spessa <strong>coltre di lava e ceneri.</strong> L&#8217;eruzione del vesuvio, infatti, cancellò la cittadina e la gens pompeia, e solo nel XIX secolo fu possibile riportare alla luce quello che ne restava.</p>
<p>Quella mattina, il <strong>Vesuvio</strong> diede sfogo a tutta la sua forza devastante. Il tappo di lava solida, che aveva ostruito il cratere per decenni, cedette alla foza dei gas e della lava, che premevano dal basso. Il risultato fu un&#8217;esplosione di inaudita violenza, che scagliò ceneri, gas e lava per chilometri, che uniti ai terremoti che accompagnavano questo terribile fenomeno, uccisero migliaia di persone, e cancellarono per secoli la ridente cittadina.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei_scavi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-365" style="margin: 5px;" title="pompei_scavi" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei_scavi-300x211.jpg" alt="pompei_scavi" width="300" height="175" /></a>Un silenzio irreale, una storia rimasta ignota per secoli. Fu solo nel <strong>XVI secolo</strong>, durante alcuni lavori diretti da Domenico Fontana, che <strong>Pompei</strong> ebbe l&#8217;opportunità di raccontare tutta la sua tragedia, ma solo pochi scavi, e per altro discontinui risultarono essere più che insufficienti a portare alla luce la fiorente colonia romana.</p>
<p>Bisogna infatti aspettare il 1860, perchè la ricerca degli archeologi riportasse alla luce Pompei, i suoi palazzi, le abitazioni, i luoghi di culto e di commercio.</p>
<p>Oggi gli <strong>scavi archeologici di Pompei</strong>, sono i più visitati al mondo, e accolgono ogni anno migliaia di visitatori da ogni nazione della terra, facendo sì che questo piccolo centro della provincia di Napoli, divenisse uno dei centri di maggior interesse turistico dell&#8217;area partenopea.</p>
<p>Sul territorio sono sorti, negli anni, numerose strutture turistiche, hotel, pensioni, camping e <a title="b&amp;b Pompei" href="http://www.bed-breakfast-napoli.com/bed_and_breakfast/itinerari_napoli/guida_di_pompei/tabid/382/Default.aspx" target="_blank">bed and breakfast Pompei</a>, che accolgono i numerosi turisti che giungono qui per ammirare questo stupefacente sito archeologico.</p>
<p>Una storia rimasta ignota per secoli, oggi viene narrata in tutte le lingue del mondo, e gente la cui vita è stata spezzata, oggi torna a vivere proprio in questi racconti.</p>
<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/scavi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-360" style="margin: 5px;" title="scavi" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/scavi-300x222.jpg" alt="scavi di pompei" width="300" height="175" /></a>Il foro, la Villa Imperiale, la Villa dei Misteri e quasi tutti gli elementi della colonia sepolta di Pompei, sono tornati alla luce.</strong></p>
<p>Visitare gli <strong>scavi di Pompei</strong>, è un passaggio obbligato per chi decide di trascorrere una <strong>vacanza a Napoli</strong>, o in una località limitrofa.</p>
<p>Ecco allora alcune informazioni tecniche utili per una visita agli scavi:</p>
<p><strong>Orari di accesso agli Scavi:</strong></p>
<p>dal 1° novembre al 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)<br />
dal 1° aprile al 31 ottobre: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)</p>
<p>Giorni di chiusura:1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre</p>
<p><strong>Biglietti</strong>:</p>
<p>Singolo (validità 1 giorno)<br />
Intero € 10,00<br />
Ridotto € 5,00</p>
<p>Con accesso a 5 siti (<strong>Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale</strong>) &#8211; (validità 3 giorni)<br />
Intero: € 18,00<br />
Ridotto: € 9,00</p>
<p>Gratuito: per i cittadini dell&#8217;Unione Europea minori di 18 anni o maggiori di 65 anni.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/santuario-pompei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-361" style="margin: 5px;" title="santuario-pompei" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/santuario-pompei-300x225.jpg" alt="santuario-pompei" width="300" height="175" /></a>Per i turisti che giungono a Pompei, consigliamo di fare tappa, inoltre, in un altro sito divenuto anch&#8217;esso il simbolo della città: <strong>Il Santuario della Beata Vergine del Rosario.</strong></p>
<p>Divenuto centro indiscusso del culto mariano, per la provincia di Napoli, il Santuario è meta di pellegrinaggi e accoglie devoti da tutto il mondo.</p>
<p>Anche il Santo Padre <strong>Giovanni Paolo II</strong>, nel 2002, e <strong>Papa Benedetto XVI</strong>, nel 2008, hanno celebrato la supplica alla <strong>Beata Vergine del Rosario</strong>, a Pompei, richiamando in entrambe le occasioni, migliaia di fedeli.</p>
<p>Per <strong>raggiungere Pompei:</strong></p>
<p>Pompei è distante dall’<strong>aeroporto di Napoli Capodichino</strong> 25 km.</p>
<p>•  <strong>In auto</strong>: immettersi sull’autostrada Napoli-Salerno (A3) e uscire a Pompei Ovest.<br />
•  <strong>In treno</strong>: Pompei è raggiungibile sia con le linee delle Ferrovie dello Stato sia con quelle della Circumvesuviana (linea Napoli-Sorrento, stazione di Pompei-Villa dei Misteri, e linea Napoli-Poggiomarino-Sarno, stazione di Pompei-Santuario).<br />
•    <strong>In autobus</strong>: da Napoli con le autolinee SITA -  da Salerno con le autolinee CSTP</p>
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		<title>La Piscina Mirabilis</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 16:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scavi Archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni romane a napoli]]></category>
		<category><![CDATA[la piscina mirabilis]]></category>
		<category><![CDATA[romani a miseno]]></category>

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		<description><![CDATA[Gioiello di tecnica e capacità dei materiali utilizzati, la piscina mirabilis è la più grande cisterna d&#8217;acqua potabile mai realizzata dai Romani. Uno strumento straordinario che i Romani avevano concepito per approvvigionare le flotte che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/piscina-mirabilis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-353" style="border: 1px solid black; margin: 10px;" title="piscina mirabilis" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/piscina-mirabilis-224x300.jpg" alt="piscina mirabilis" width="146" height="196" /></a>Gioiello di tecnica e capacità dei materiali utilizzati, la piscina mirabilis è la più grande cisterna d&#8217;acqua potabile mai realizzata dai Romani. Uno strumento straordinario che i Romani avevano concepito per approvvigionare le flotte che sostavano nella baia di Miseno proprio nel cuore del canale di Procida, facendo convogliare l&#8217;acqua proveniente dalla fonte di Serino, grande fonte d&#8217;acqua per i Romani.<span id="more-352"></span></p>
<p>Ubicata nella zona di Miseno, punta estrema del golfo di Napoli e dell&#8217;intera zona flegrea, presenta dimensioni che rendono sicuramente bene l&#8217;idea della portata della struttura:<br />
- 15 metri di altezza<br />
- 72 metri di lunghezza<br />
- 25 metri di larghezza<br />
- 12.600 metri cubi di capacità.</p>
<p>Internamente ha pianta rettangolare e struttura in 48 pilastri con volte a botte costruito con tecnica di opus reticolatum e rivestita con materiale impermeabilizzante in modo da garantire la qualità dell&#8217;acqua in essa contenuta.</p>
<p>La straordinaria unicità di questa struttura la rendono particolarmente appetibile ai turisti che giungono da ogni parte del mondo per assistere alla splendida piscina mirabilis.</p>
<p><strong>Orari e ingresso</strong> : Aperto tutti i giorni dalle ore 09.00 fino ad un&#8217;ora prima del tramonto. Rivolgersi all&#8217;assuntore di custodia. Ingresso gratuito.</p>
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		<title>Piazza dei Martiri</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 19:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Sorta nel XVII secolo, Piazza dei Martiri è una delle più eleganti piazze di Napoli.
Situata nel quartiere Chiaia, la piazza, di forma triangolare, è dedicata a tutti i partenopei caduti per la libertà.
Simbolo della piazza ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/Piazza-dei-martiri-Napoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-346" style="margin: 5px;" title="Piazza dei martiri Napoli" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/Piazza-dei-martiri-Napoli-300x225.jpg" alt="Piazza dei martiri Napoli" width="250" height="175" /></a>Sorta nel XVII secolo, <strong>Piazza dei Martiri</strong> è una delle più eleganti piazze di Napoli.</p>
<p>Situata nel quartiere <strong>Chiaia</strong>, la piazza, di forma triangolare, è dedicata a tutti i partenopei caduti per la libertà<span id="more-345"></span>.</p>
<p>Simbolo della piazza è, infatti, il <em><strong>Monumento ai Martiri Napoletani</strong>, </em>una colonna dedicata proprio alle virtù dei martiri, già esistente nel periodo borbonico, quando la piazza prendeva il nome di <strong>Piazza della Pace</strong>, e che a quell&#8217;epoca era ornata solo da una statua dello scultore ed accademico <strong>Emanuele Caggiano</strong>.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/piazza-dei-martiri.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-347" style="margin: 5px;" title="piazza dei martiri" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/piazza-dei-martiri-300x225.jpg" alt="piazza dei martiri" width="250" height="175" /></a>In seguito alla base della colonna furono aggiunti i <strong>quattro leoni:</strong></p>
<ul>
<li>il <strong>leone morente</strong>, in memoria dei caduti repubblicani, nel 1799</li>
<li>il <strong>leone trafitto dalla spada</strong>, in memoria dei caduti carbonari, nel 1820</li>
<li>i <strong>due leoni dall&#8217;aspetto feroce</strong>, dedicati ai caduti napoletani liberali del 1848 ed a quelli garibaldini del 1860.</li>
</ul>
<p>Numerosi i palazzi monumentali, come <strong>Palazzo Calabritto,</strong> ristrutturato da <strong>Vanvitelli</strong>, nel XVII secolo, e <strong>Palazzo Partanna</strong>, realizzato da Mario Gioffredo nel XVIII secolo e successivamente ristrutturato da <strong>Antonio Niccolini</strong>.</p>
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		<title>L&#8217;Anfiteatro Flavio di Pozzuoli</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 18:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scavi Archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[Storia & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Anfiteatro Flavio è una delle maggiori attrazioni turistiche di tutti i Campi Flegrei ovvero di quel territorio che geograficamente va da Pozzuoli fino a Miseno e che include numerosissime bellezze storiche ed artistiche risalenti sia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/anfiteatro_Flavio_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-340" style="margin: 5px;" title="anfiteatro_Flavio_" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/anfiteatro_Flavio_-300x214.jpg" alt="anfiteatro_Flavio_" width="250" height="174" /></a></strong><strong>L’Anfiteatro Flavio </strong>è una delle maggiori attrazioni turistiche di tutti i <a title="campi flegrei" href="http://www.sirenapartenope.it/2009/12/03/i-campi-flegrei-2/" target="_self">Campi Flegrei</a> ovvero di quel territorio che geograficamente va da <strong>Pozzuoli </strong>fino a <strong>Miseno </strong>e che include numerosissime bellezze storiche ed artistiche risalenti sia all’epoca greca che soprattutto a quella romana<span id="more-339"></span>.</p>
<p>Fu edificato proprio a <strong>Pozzuoli</strong>, di cui ne è uno dei due anfiteatri ancora esistenti, sotto il primo imperatore della dinastia dei Flavi, <strong>Vespasiano</strong>, come una sorta di riconoscenza nei confronti degli abitanti di Pozzuoli che nella guerra civile si erano schierati a favore dell’imperatore ed aveva l’obiettivo di sostituire l’anfiteatro costruito in precedenza, in periodo repubblicano. <strong>L’imperatore Vespasiano</strong> non riuscì probabilmente a vederne la conclusione dei lavori in quanto pare che sia stato inaugurato successivamente da Tito.</p>
<p>L’anfiteatro puteolano è il terzo per dimensioni mai costruito. Gli architetti del <strong>Colosseo </strong>incaricati della costruzione, infatti, progettarono un vero e proprio gioiello. Secondo solo al Colosseo stesso ed all’anfiteatro di <strong>Capua</strong>, quello Flavio misura 147 x 117 metri, mentre l&#8217;arena ha i due semiassi di 72,22 e 42,33 metri. La struttura è a pianta ellittica ed ha ben tre ordini di posti, divisi in cunei. La cavea era in grado di ospitale fino a 20.000 persone.</p>
<p>Gli spettacoli che andavano in scena era quindi di notevole impatto scenico ed affascinavano gli abitanti di <strong>Pozzuoli </strong>e della vicina <strong>Napoli</strong>. Erano principalmente lotte di gladiatori: ciò è evidente dal fatto che nei sotterranei della struttura sono tuttora visibili alcuni ingranaggi che servivano per sollevare le gabbie che portavano le belve feroci sull’arena. Tuttavia la magnificenza e la grandezza dell’anfiteatro di prestavano molto bene anche a parate militari, eventi politici, militari e celebrativi.</p>
<p><strong>L’Anfiteatro Flavio</strong>, un vero e proprio inestimabile patrimonio delle numerose bellezze del territorio napoletano, è facilmente raggiungibile vista la sua vicinanza con la fermata di Pozzuoli della<strong> linea metropolitana di Napoli numero 2</strong>.</p>

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		<title>Castel dell&#8217;Ovo</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 18:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Castel dell'Ovo]]></category>
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		<description><![CDATA[Castel dell&#8217;Ovo è uno dei quattro castelli di Napoli e, insieme a Castel Capuano, è tra i più antichi.
Meraviglioso, quanto imponente, questo castello è protagonista di una delle leggende di Napoli, leggenda da cui deriva ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/Castel-dellovo.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-306" style="margin: 5px;" title="Castel dell'ovo" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/Castel-dellovo-300x202.jpg" alt="Castel dell'ovo" width="250" height="152" /></a>Castel dell&#8217;Ovo</strong> è uno dei quattro castelli di Napoli e, insieme a Castel Capuano, è tra i più antichi.</p>
<p>Meraviglioso, quanto imponente, questo castello è protagonista di una delle <strong>leggende di Napoli</strong><span id="more-291"></span>, leggenda da cui deriva anche la denominazione del castello stesso. Si narra infatti, che nei sotterranei del castello il <strong>poeta latino Virgilio</strong>, avesse nascosto un <strong>uovo</strong>, dalla cui integrità sarebbe dipesa non solo la sorte del castello, ma della città intera. Per questo motivo, secondo la leggenda, il <strong>leggendario uovo</strong> fu protetto da cancelli e serrature, per difenderlo da possibili &#8220;attacchi&#8221; o incidenti.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/castel-dellovo-di-notte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-296" style="margin: 5px;" title="castel dellovo di notte" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/castel-dellovo-di-notte-300x225.jpg" alt="castel dellovo di notte" width="250" height="175" /></a>Castel dell&#8217;Ovo sorge sull&#8217;<strong>isolotto di Megaride</strong>, appendice del monte Echia,  sul quale approdarono i Cumani e fondarono il piccolo borgo di Partenope, al quale è inoltre legata la leggenda della vergine sirena.</p>
<p>Dove oggi sorge il castello, sorse, in epoca romana la<strong> villa di Lucio Licinio Lucullo</strong>, che probabilmente si estendeva fino all&#8217;attuale <strong>piazza Municipio</strong>.</p>
<p>Successive dominazioni, modificarono profondamente la costruzione, e attraverso fortificazioni dovute a Normanni, Svevi e Angioini. E proprio sotto la reggenza di Carlo I d&#8217;Angiò, che la residenza del potere fu abbandonata a favore di Castel Nuovo ( Maschio Angioino).</p>
<p>L&#8217;aspetto attuale del castello risale al XVI secolo, quando le torri furono definitivamente abbattute, e fu ordinata, per volere di <strong>Ferdinando il Cattolico</strong>, una ristrutturazione totale.</p>
<p>Oggi<strong> Castel dell&#8217;Ovo</strong> rappresenta una delle meraviglie della città, nelle sue numerose sale si svolgono durante tutto l&#8217;anno <strong>eventi, mostre, convegni e manifestazioni,</strong> oltre che gite turistiche guidate che permettono di ammirare anche l&#8217;attiguo<strong> borgo marinari.</strong></p>
<p>La via lungo cui sorge il Castello, è oggi una delle più eleganti, ed è il centro della movida napoletana, <strong>hotel extra lusso, ristoranti, bar e locali</strong>, rendono ancora più attraente questo meraviglioso scorcio del lungomare napoletano.</p>
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		<title>Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Museo Archeologico Nazionale è uno dei più noti al mondo per l’inestimabile valore delle opere che espone.
Il palazzo che ospita il Museo, risale al XVI secolo, ma solo nel XVIII divenne, grazie a Pompeo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/museoarcheologico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-284" style="margin: 5px;" title="museoarcheologico" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/museoarcheologico-300x186.jpg" alt="museoarcheologico" width="300" height="186" /></a>Il <strong>Museo Archeologico Nazionale</strong> è uno dei più noti al mondo per l’inestimabile valore delle opere che espone.</p>
<p>Il palazzo che ospita il Museo, risale al XVI secolo<span id="more-283"></span>, ma solo nel XVIII divenne, grazie a Pompeo Schiantarelli, il <strong>Real Museo</strong>, ed ospitava collezioni provenienti da Ercolano, Pompei e Stabia.</p>
<p>Negli anni che seguirono, grazie a <strong>Ferdinando IV di Borbone</strong>, che vi trasferì la raccolta di <strong>Capodimonte </strong>e in seguito accolse anche le opere appartenenti a Stefano Borgia di Velletri, che comprendevano molte sculture greco-romane e opere egiziane.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/toro_farnese.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-285" style="margin: 5px;" title="toro_farnese" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/toro_farnese-150x150.jpg" alt="toro_farnese" width="150" height="150" /></a>Nel 1827, la raccolta di opere appartenenti alla<strong> civiltà egiziana</strong> si arricchì della collezione Picchianti, così da divenire una delle più importanti esposizioni di reperti egizi dell’epoca.</p>
<p>La denominazione Museo “Nazionale”, gli fu attribuita da <strong>Garibaldi</strong>, e le sue sale furono arricchite dalle<strong> collezioni artistiche, archeologiche e letterarie della dinastia borbonica.</strong></p>
<p>Oggi il Museo Archeologico Nazionale è diviso in 4 settori principali.</p>
<p>1.    La collezione Farnese<br />
2.    Le Collezioni Pompeiane<br />
3.    Le Collezioni Minori<br />
4.    I reperti provenienti dagli scavi</p>
<p>La <strong>Collezione Farnese</strong>, riallestita e ampliata lo scorso ottobre 2009, espone le meravigliose sculture marmoree appartenenti ala casato dei Farnese, e poi passate nelle mani dei Borboni, la collezione occupa gran parte del piano terra.<br />
Tra le sculture di maggiori rilievo, vi è certamente quella del<strong> Toro Farnese</strong>, che rappresenta in modo tanto imponente quanto suggestivo, il supplizio di Dirce.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/collezione-pompeiana.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-286" style="margin: 5px;" title="collezione pompeiana" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/collezione-pompeiana-150x150.jpg" alt="collezione pompeiana" width="150" height="150" /></a>Le <strong>Collezioni Pompeiane</strong>, alcune ancora in fase di allestimento, altre riallestite proprio durante il 2009, espongono alcune delle più importanti opere recuperate dalle città dissepolte di <strong>Pompei ed Ercolano.<br />
</strong><br />
Nelle cosiddette collezioni minori sono invece presenti sezioni dedicate alle <strong>collezioni egizie, collezioni numismatiche e collezioni epigrafiche.</strong></p>
<p>Nelle sezioni dedicate ai <strong>reperti provenienti dagli scavi</strong>,si  raccolgono numerose opere archeologiche appartenenti alle antiche civiltà di <strong>Neapolis</strong>, <strong>Pithecusae </strong>(Ischia), Cuma, oltre che reperti dell’<strong>Età del Bronzo e del Ferro e reperti etruschi.</strong></p>
<p>Il museo è visitabile tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.30.<br />
Resta chiuso martedì e nei giorni festivi del 1° gennaio, 1° maggio e 25 dicembre.</p>
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