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	<title>La Sirena Partenope &#124; Turismo a Napoli &#124; Vacanze a Napoli &#187; Scavi Archeologici</title>
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	<description>Guida e informazioni turistiche sul turismo a Napoli. Tutto ciò che ti occorre in 2 click.</description>
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		<title>Pompei</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 11:27:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-359" style="margin: 5px;" title="pompei" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei-300x197.gif" alt="pompei" width="300" height="175" /></a>Una cittadina della provincia di <strong>Napoli</strong>, divenuta tra le più note al mondo, tra le più visitate, in ogni periodo dell&#8217;anno, a causa di una catastrofe accaduta quasi <strong>2000 anni fa</strong>, in una mattina d&#8217;autunno.</p>
<p><strong>Pompei</strong> oggi, come una fenice rinata dalle sue ceneri, vive di uno splendore che rimane immutato negli anni, e che le ha permesso di essere annoverata tra i siti <strong>Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità dell UNESCO<span id="more-357"></span></strong>.</p>
<p>Ma come già detto, questa fortuna deve la sua ragion d&#8217;essere, ad una delle più grandi catastrofi naturali della storia:<strong> l&#8217;eruzione del Vesuvio del 79 d.C.</strong>.</p>
<p>Prima di questa data, prima di quella maledetta mattina d&#8217;autunno, <strong>Pompei</strong> era una fiorente colonia romana, un vivace centro cui la vita scorreva piacevole.</p>
<p>Una serenità destinata a rimanere sepolta per secoli, sotto una spessa <strong>coltre di lava e ceneri.</strong> L&#8217;eruzione del vesuvio, infatti, cancellò la cittadina e la gens pompeia, e solo nel XIX secolo fu possibile riportare alla luce quello che ne restava.</p>
<p>Quella mattina, il <strong>Vesuvio</strong> diede sfogo a tutta la sua forza devastante. Il tappo di lava solida, che aveva ostruito il cratere per decenni, cedette alla foza dei gas e della lava, che premevano dal basso. Il risultato fu un&#8217;esplosione di inaudita violenza, che scagliò ceneri, gas e lava per chilometri, che uniti ai terremoti che accompagnavano questo terribile fenomeno, uccisero migliaia di persone, e cancellarono per secoli la ridente cittadina.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei_scavi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-365" style="margin: 5px;" title="pompei_scavi" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/pompei_scavi-300x211.jpg" alt="pompei_scavi" width="300" height="175" /></a>Un silenzio irreale, una storia rimasta ignota per secoli. Fu solo nel <strong>XVI secolo</strong>, durante alcuni lavori diretti da Domenico Fontana, che <strong>Pompei</strong> ebbe l&#8217;opportunità di raccontare tutta la sua tragedia, ma solo pochi scavi, e per altro discontinui risultarono essere più che insufficienti a portare alla luce la fiorente colonia romana.</p>
<p>Bisogna infatti aspettare il 1860, perchè la ricerca degli archeologi riportasse alla luce Pompei, i suoi palazzi, le abitazioni, i luoghi di culto e di commercio.</p>
<p>Oggi gli <strong>scavi archeologici di Pompei</strong>, sono i più visitati al mondo, e accolgono ogni anno migliaia di visitatori da ogni nazione della terra, facendo sì che questo piccolo centro della provincia di Napoli, divenisse uno dei centri di maggior interesse turistico dell&#8217;area partenopea.</p>
<p>Sul territorio sono sorti, negli anni, numerose strutture turistiche, hotel, pensioni, camping e <a title="b&amp;b Pompei" href="http://www.bed-breakfast-napoli.com/bed_and_breakfast/itinerari_napoli/guida_di_pompei/tabid/382/Default.aspx" target="_blank">bed and breakfast Pompei</a>, che accolgono i numerosi turisti che giungono qui per ammirare questo stupefacente sito archeologico.</p>
<p>Una storia rimasta ignota per secoli, oggi viene narrata in tutte le lingue del mondo, e gente la cui vita è stata spezzata, oggi torna a vivere proprio in questi racconti.</p>
<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/scavi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-360" style="margin: 5px;" title="scavi" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/scavi-300x222.jpg" alt="scavi di pompei" width="300" height="175" /></a>Il foro, la Villa Imperiale, la Villa dei Misteri e quasi tutti gli elementi della colonia sepolta di Pompei, sono tornati alla luce.</strong></p>
<p>Visitare gli <strong>scavi di Pompei</strong>, è un passaggio obbligato per chi decide di trascorrere una <strong>vacanza a Napoli</strong>, o in una località limitrofa.</p>
<p>Ecco allora alcune informazioni tecniche utili per una visita agli scavi:</p>
<p><strong>Orari di accesso agli Scavi:</strong></p>
<p>dal 1° novembre al 31 marzo: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 15.30)<br />
dal 1° aprile al 31 ottobre: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)</p>
<p>Giorni di chiusura:1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre</p>
<p><strong>Biglietti</strong>:</p>
<p>Singolo (validità 1 giorno)<br />
Intero € 10,00<br />
Ridotto € 5,00</p>
<p>Con accesso a 5 siti (<strong>Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia, Boscoreale</strong>) &#8211; (validità 3 giorni)<br />
Intero: € 18,00<br />
Ridotto: € 9,00</p>
<p>Gratuito: per i cittadini dell&#8217;Unione Europea minori di 18 anni o maggiori di 65 anni.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/santuario-pompei.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-361" style="margin: 5px;" title="santuario-pompei" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2010/01/santuario-pompei-300x225.jpg" alt="santuario-pompei" width="300" height="175" /></a>Per i turisti che giungono a Pompei, consigliamo di fare tappa, inoltre, in un altro sito divenuto anch&#8217;esso il simbolo della città: <strong>Il Santuario della Beata Vergine del Rosario.</strong></p>
<p>Divenuto centro indiscusso del culto mariano, per la provincia di Napoli, il Santuario è meta di pellegrinaggi e accoglie devoti da tutto il mondo.</p>
<p>Anche il Santo Padre <strong>Giovanni Paolo II</strong>, nel 2002, e <strong>Papa Benedetto XVI</strong>, nel 2008, hanno celebrato la supplica alla <strong>Beata Vergine del Rosario</strong>, a Pompei, richiamando in entrambe le occasioni, migliaia di fedeli.</p>
<p>Per <strong>raggiungere Pompei:</strong></p>
<p>Pompei è distante dall’<strong>aeroporto di Napoli Capodichino</strong> 25 km.</p>
<p>•  <strong>In auto</strong>: immettersi sull’autostrada Napoli-Salerno (A3) e uscire a Pompei Ovest.<br />
•  <strong>In treno</strong>: Pompei è raggiungibile sia con le linee delle Ferrovie dello Stato sia con quelle della Circumvesuviana (linea Napoli-Sorrento, stazione di Pompei-Villa dei Misteri, e linea Napoli-Poggiomarino-Sarno, stazione di Pompei-Santuario).<br />
•    <strong>In autobus</strong>: da Napoli con le autolinee SITA -  da Salerno con le autolinee CSTP</p>
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		<title>La Piscina Mirabilis</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 16:28:47 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/piscina-mirabilis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-353" style="border: 1px solid black; margin: 10px;" title="piscina mirabilis" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/piscina-mirabilis-224x300.jpg" alt="piscina mirabilis" width="146" height="196" /></a>Gioiello di tecnica e capacità dei materiali utilizzati, la piscina mirabilis è la più grande cisterna d&#8217;acqua potabile mai realizzata dai Romani. Uno strumento straordinario che i Romani avevano concepito per approvvigionare le flotte che sostavano nella baia di Miseno proprio nel cuore del canale di Procida, facendo convogliare l&#8217;acqua proveniente dalla fonte di Serino, grande fonte d&#8217;acqua per i Romani.<span id="more-352"></span></p>
<p>Ubicata nella zona di Miseno, punta estrema del golfo di Napoli e dell&#8217;intera zona flegrea, presenta dimensioni che rendono sicuramente bene l&#8217;idea della portata della struttura:<br />
- 15 metri di altezza<br />
- 72 metri di lunghezza<br />
- 25 metri di larghezza<br />
- 12.600 metri cubi di capacità.</p>
<p>Internamente ha pianta rettangolare e struttura in 48 pilastri con volte a botte costruito con tecnica di opus reticolatum e rivestita con materiale impermeabilizzante in modo da garantire la qualità dell&#8217;acqua in essa contenuta.</p>
<p>La straordinaria unicità di questa struttura la rendono particolarmente appetibile ai turisti che giungono da ogni parte del mondo per assistere alla splendida piscina mirabilis.</p>
<p><strong>Orari e ingresso</strong> : Aperto tutti i giorni dalle ore 09.00 fino ad un&#8217;ora prima del tramonto. Rivolgersi all&#8217;assuntore di custodia. Ingresso gratuito.</p>
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		<title>L&#8217;Anfiteatro Flavio di Pozzuoli</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 18:01:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/anfiteatro_Flavio_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-340" style="margin: 5px;" title="anfiteatro_Flavio_" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/12/anfiteatro_Flavio_-300x214.jpg" alt="anfiteatro_Flavio_" width="250" height="174" /></a></strong><strong>L’Anfiteatro Flavio </strong>è una delle maggiori attrazioni turistiche di tutti i <a title="campi flegrei" href="http://www.sirenapartenope.it/2009/12/03/i-campi-flegrei-2/" target="_self">Campi Flegrei</a> ovvero di quel territorio che geograficamente va da <strong>Pozzuoli </strong>fino a <strong>Miseno </strong>e che include numerosissime bellezze storiche ed artistiche risalenti sia all’epoca greca che soprattutto a quella romana<span id="more-339"></span>.</p>
<p>Fu edificato proprio a <strong>Pozzuoli</strong>, di cui ne è uno dei due anfiteatri ancora esistenti, sotto il primo imperatore della dinastia dei Flavi, <strong>Vespasiano</strong>, come una sorta di riconoscenza nei confronti degli abitanti di Pozzuoli che nella guerra civile si erano schierati a favore dell’imperatore ed aveva l’obiettivo di sostituire l’anfiteatro costruito in precedenza, in periodo repubblicano. <strong>L’imperatore Vespasiano</strong> non riuscì probabilmente a vederne la conclusione dei lavori in quanto pare che sia stato inaugurato successivamente da Tito.</p>
<p>L’anfiteatro puteolano è il terzo per dimensioni mai costruito. Gli architetti del <strong>Colosseo </strong>incaricati della costruzione, infatti, progettarono un vero e proprio gioiello. Secondo solo al Colosseo stesso ed all’anfiteatro di <strong>Capua</strong>, quello Flavio misura 147 x 117 metri, mentre l&#8217;arena ha i due semiassi di 72,22 e 42,33 metri. La struttura è a pianta ellittica ed ha ben tre ordini di posti, divisi in cunei. La cavea era in grado di ospitale fino a 20.000 persone.</p>
<p>Gli spettacoli che andavano in scena era quindi di notevole impatto scenico ed affascinavano gli abitanti di <strong>Pozzuoli </strong>e della vicina <strong>Napoli</strong>. Erano principalmente lotte di gladiatori: ciò è evidente dal fatto che nei sotterranei della struttura sono tuttora visibili alcuni ingranaggi che servivano per sollevare le gabbie che portavano le belve feroci sull’arena. Tuttavia la magnificenza e la grandezza dell’anfiteatro di prestavano molto bene anche a parate militari, eventi politici, militari e celebrativi.</p>
<p><strong>L’Anfiteatro Flavio</strong>, un vero e proprio inestimabile patrimonio delle numerose bellezze del territorio napoletano, è facilmente raggiungibile vista la sua vicinanza con la fermata di Pozzuoli della<strong> linea metropolitana di Napoli numero 2</strong>.</p>

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		<title>Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Museo Archeologico Nazionale è uno dei più noti al mondo per l’inestimabile valore delle opere che espone.
Il palazzo che ospita il Museo, risale al XVI secolo, ma solo nel XVIII divenne, grazie a Pompeo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/museoarcheologico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-284" style="margin: 5px;" title="museoarcheologico" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/museoarcheologico-300x186.jpg" alt="museoarcheologico" width="300" height="186" /></a>Il <strong>Museo Archeologico Nazionale</strong> è uno dei più noti al mondo per l’inestimabile valore delle opere che espone.</p>
<p>Il palazzo che ospita il Museo, risale al XVI secolo<span id="more-283"></span>, ma solo nel XVIII divenne, grazie a Pompeo Schiantarelli, il <strong>Real Museo</strong>, ed ospitava collezioni provenienti da Ercolano, Pompei e Stabia.</p>
<p>Negli anni che seguirono, grazie a <strong>Ferdinando IV di Borbone</strong>, che vi trasferì la raccolta di <strong>Capodimonte </strong>e in seguito accolse anche le opere appartenenti a Stefano Borgia di Velletri, che comprendevano molte sculture greco-romane e opere egiziane.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/toro_farnese.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-285" style="margin: 5px;" title="toro_farnese" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/toro_farnese-150x150.jpg" alt="toro_farnese" width="150" height="150" /></a>Nel 1827, la raccolta di opere appartenenti alla<strong> civiltà egiziana</strong> si arricchì della collezione Picchianti, così da divenire una delle più importanti esposizioni di reperti egizi dell’epoca.</p>
<p>La denominazione Museo “Nazionale”, gli fu attribuita da <strong>Garibaldi</strong>, e le sue sale furono arricchite dalle<strong> collezioni artistiche, archeologiche e letterarie della dinastia borbonica.</strong></p>
<p>Oggi il Museo Archeologico Nazionale è diviso in 4 settori principali.</p>
<p>1.    La collezione Farnese<br />
2.    Le Collezioni Pompeiane<br />
3.    Le Collezioni Minori<br />
4.    I reperti provenienti dagli scavi</p>
<p>La <strong>Collezione Farnese</strong>, riallestita e ampliata lo scorso ottobre 2009, espone le meravigliose sculture marmoree appartenenti ala casato dei Farnese, e poi passate nelle mani dei Borboni, la collezione occupa gran parte del piano terra.<br />
Tra le sculture di maggiori rilievo, vi è certamente quella del<strong> Toro Farnese</strong>, che rappresenta in modo tanto imponente quanto suggestivo, il supplizio di Dirce.</p>
<p><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/collezione-pompeiana.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-286" style="margin: 5px;" title="collezione pompeiana" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/collezione-pompeiana-150x150.jpg" alt="collezione pompeiana" width="150" height="150" /></a>Le <strong>Collezioni Pompeiane</strong>, alcune ancora in fase di allestimento, altre riallestite proprio durante il 2009, espongono alcune delle più importanti opere recuperate dalle città dissepolte di <strong>Pompei ed Ercolano.<br />
</strong><br />
Nelle cosiddette collezioni minori sono invece presenti sezioni dedicate alle <strong>collezioni egizie, collezioni numismatiche e collezioni epigrafiche.</strong></p>
<p>Nelle sezioni dedicate ai <strong>reperti provenienti dagli scavi</strong>,si  raccolgono numerose opere archeologiche appartenenti alle antiche civiltà di <strong>Neapolis</strong>, <strong>Pithecusae </strong>(Ischia), Cuma, oltre che reperti dell’<strong>Età del Bronzo e del Ferro e reperti etruschi.</strong></p>
<p>Il museo è visitabile tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.30.<br />
Resta chiuso martedì e nei giorni festivi del 1° gennaio, 1° maggio e 25 dicembre.</p>
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		<title>Napoli Sotterranea</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:52:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/napoli-sotterranea1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-299" style="margin: 5px;" title="napoli sotterranea" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/napoli-sotterranea1-300x300.jpg" alt="napoli sotterranea" width="250" height="250" /></a>Napoli </strong>è famosa in tutto il mondo per molte cose tra cui spiccano certamente la pizza e la cucina in generale, la musica, o meglio o’mandulino, il suo meraviglioso centro storico fatto di dedali di viuzze che si intersecano in un reticolo labirintico e il <strong>Vesuvio</strong>. Quest’ultimo è anche il responsabile della città sotterranea<span id="more-279"></span>.</p>
<p>Napoli infatti è quasi totalmente <strong>costruita sul tufo giallo</strong> e sulle rocce generate dalle eruzioni, per fortuna non troppo frequenti, del suo vulcano. Ciò significa che al di sotto della città che tutti possono ammirare, ce ne è un’altra, altrettanto affascinante.</p>
<p>Se ci si cala nella <strong>viscere di Napoli </strong>si scoprono le sue stratificazioni, quindi i suoi passati insediamenti, e si può notare la verticale costruzione della città nel corso dei secoli: già i Greci nel III secolo a.C. avevano scavato la città per ricavare il tufo, materiale prezioso per la costruzione dei loro templi, delle mura e delle tombe. Questa tendenza si è ripetuta per tutti i secoli successivi.</p>
<p>L’estrazione del tufo è servita praticamente per tutte le costruzioni cittadine, palazzi privati ed infrastrutture, stratificando sempre di più Napoli. E questo il motivo per cui oggi è possibile scendere sotto Via Anticaglia, nella notissima <strong>Napoli Sotterranea</strong>, in pieno centro storico, ed ammirare i resti di un enorme teatro greco-romano, solo parzialmente visibile, che vide esibirsi anche Nerone. Vera e propria perla della <strong>città sotterranea</strong> è l’acquedotto romano.</p>
<p><strong><a href="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/napoli-sotterranea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-280" style="margin: 5px;" title="napoli sotterranea" src="http://www.sirenapartenope.it/wp-content/uploads/2009/11/napoli-sotterranea-195x300.jpg" alt="napoli sotterranea" width="195" height="300" /></a></strong>La struttura, nelle cui costruzioni il popolo romano era maestro, è fatta di cunicoli strettissimi, a stento sufficienti per consentire il passaggio di una persona, si dirama in tutte le direzioni affinché potesse portare acqua non solo in tutta la città ma nei <strong>Campi Flegrei</strong>, ad ovest della città, dove serviva da riserva d’acqua alla potente flotta. Questa meraviglia dell’architettura è visibile calandosi per 40 metri sotto il manto stradale all’altezza di <strong>Piazza San Gaetano</strong>.</p>
<p>Napoli sotterranea è una vera sorpresa. Pochi mese fa infatti è stato scoperto un <strong>passaggio fatto costruire dai Borbone che collega Piazza del Plebiscito, e quindi il Palazzo Reale, a Piazza della Vittoria, nei pressi del mare</strong>. L’obiettivo era quello di facilitare un’eventuale fuga della famiglia reale in caso di attacco.</p>
<p>E’ possibile visitare questo vero e proprio patrimonio della storia e dell’architettura non solo partenopea. Il Comune e gruppi di studiosi organizzano <strong>visite guidate</strong> per tutti coloro che vogliono conoscere quest’aspetto poco conosciuto di Napoli, anzi questa città sotto la città.</p>
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